Dell’autore

Scritti critici

Marco Marangoni   accompagna la scrittura poetica con una meditazione letterario-filosofica che assolve alla duplice funzione di prolegomeno e di glossa del testo poetico. I suoi scritti critici , dunque, altro non sono che l’altra faccia del suo linguaggio poetico, l’orditura nascosta sotto il disegno del tappeto.

La linea “metafisica” naturale della sua poesia si arrichisce di confronti con “scritture” che intorno alle questioni dell’inconscio e dell’essere hanno il punto d’incontro. E intorno al nodo heideggeriano ( differenza tra linguaggio che designa e linguaggio che nomina-evoca, tra segno e simbolo) anzitutto trovano il luogo della loro discussione.

Sul solco di una tradizione elettiva, l’affinità è trovata con Leopardi (- Petrarca), Ungaretti, Montale; Hölderlin, Rilke, Celan; Eliot, Stevens.